












Guardando questa foto sembra di essere a Beirut durante gli scontri fra le guerriglie, e invece siamo a Catania, all'esterno dello stadio "A. Massimino"! Parlo da tifosa, abbonata alla Curva Nord, che proprio stamane ha tagliato il suo abbonamento! Non ho più intenzione di andare allo stadio, questa è violenza non è Sport !! Tutto il mondo ha assistito alla vergogna siciliana. Un Ispettore Capo della Polizia di Catania ha perso la vita, colpito da una bomba carta, durante gli scontri avvenuti fuori dallo stadio, tra tifosi e forze dell'ordine. Era li per fare il suo lavoro, per garantire ordine pubblico e sicurezza per entrambe le tifoserie. Non ci sono ragioni per spiegare un atto di violenza come questo. Non esiste che durante un giorno come quello di ieri, che doveva essere una festa e non una tragedia, possa accadere tutto questo! Non ci sono ne vincitori, ne vinti, qui le uniche persone che hanno perso, sono i familiari dell'ispettore Raciti, che piangono la morte del loro caro, e non si spiegano come si possa morire solo per garantire ordine pubblico durante una partita di calcio.
Mentre ero dentro lo stadio, a pochi minuti dall'inizio del secondo tempo, cominciano a piovere lacrimogeni dentro la curva. All'inizio nessuno si rende conto di cosa piova sui tifosi, il primo pensiero di tutti è stato quello di bombe lanciate sulla tifoseria, e il panico travolge la curva, un fuggi fuggi generale. Tra i tifosi, ci sono donne, bambini e anziani! Poi tutti si rendono conto che gli oggetti piovuti, non sono bombe, ma lacrimogeni e li, scatta l'inferno! Si aprono le porte dello stadio e tutti corrono in cerca di un posto dove poter respirare. Io correvo, l'unica cosa che potevo fare era correre! Mi bruciavano gli occhi, e correvo ad occhi chiusi, non respiravo, naso e gola mi bruciavano per l'effetto dei lacrimogeni. Stringevo la mano del mio compagno, una stretta disumana, non dovevamo perderci in quell'inferno! Mi sentivo svenire, non riuscivo a respirare, l'unica cosa che mi dava la forza di continuare a correre, era la *PAURA*. Paura di rimanere coinvolta in quegli scontri senza senso, paura di perdere la mano del mio compagno, paura di essere travolta dalla gente che come me, scappava alla cieca.
Non voglio più trovarmi in queste condizioni. Per me la stagione calcistica è finita ieri 2 Febbraio 2007.
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Scrivo questo post, perchè mi accorgo che l'ignoranza (nel senso proprio di ignorare) non ha mai fine. Ieri allo stadio, il nostro gruppo è stato richiamato da un *presunto* capo ultra, affermando che lo stemma che noi portiamo sulle felpe è quello del Genoa. E a questo punto mettiamo i puntini sulle *i* e precisiamo:
Lo stemma del Genoa rappresenta un *Grifone*, che è un uccello con tanto di ali e Becco, mentre noi dietro nelle felpe, abbiamo stampato un *Leone Araldico* o rampante, che oltre a simboleggiare la forza e la regalità è anche lo stemma di Randazzo, paesino alle falde dell'Etna di cui la maggior parte del gruppo fa parte ( e che ogni domenica per venire allo stadio e tifare Catania si fa 70 km).
Tanto per capire la differenza, e credetemi ce ne vuole per dare dell'uccello a un Leone ( non ditelo mai al Re degli Animali ), metto le due figure una accanto all'altra:

Quello a sinistra è appunto il Grifone, stemma del genoa, mentre quello a destra è il Leone rampante cosi come è stampato dietro le nostre felpe! Anche un bambino saprebbe vedere la differenza!!!
-_-
Il sottoMARINO
affonda il GALEONE

..::IPERFULMINATI::..
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Il Catania comincia da 3
Pregara, poi un pensiero a Giacinto e si comincia
Cagliari - Si inizia nel ricordo di Giacinto Facchetti, prima di dare il via al campionato di serie A, i 22 calciatori di Catania e Cagliari si riuniscono a centrocampo per il doveroso tributo ad uomo storico del calcio italiano. In campo, fra le fila degli etnei, ci sono numerosi esordienti in serie A: Armando Pantanelli è uno di questi, ma anche Giorgio Corona calca per la prima volta nella sua vita l’illustre terreno di gioco della massima serie. Prima assoluta anche per il tecnico siciliano Pasquale Marino, dopo la grande cavalcata della scorsa stagione , anche quest’anno va a lui il timone del Catania. Nel pregara lo stesso allenatore etneo ha ribadito il concetto di continuità per il progetto tattico iniziato nella precedente stagione anche se, come dice lui stesso "cambiano certamente i nostri obiettivi rispetto allo scorso campionato".
Fischio d’inizio e via, si parte per l’avventura più suggestiva degli ultimi 23 anni.
Tanta concentrazione per i calciatori del Catania, tanta determinazione e voglia di far bene davanti al proprio pubblico per il Cagliari, sono queste le primissime caratteristiche messe in campo al Sant’Elia in questa prima di campionato. I siciliani hanno il merito di non sentire la pressione o l’eventuale emozione per la prima in serie A ed anzi giocano da subito, con la stessa filosofia tattica dello scorso anno: tanto possesso palla e tranquillità nell’impostare le proprie trame di gioco. Il Cagliari può certamente contare sulla velocità di Esposito e Suazo, sulla tenacia di Pepe ma, non di meno, su tutta una squadra ben messa in campo e rapida nel costruire pericolose occasioni da gol.
Mascara si mette subito in evidenza, è abile nel tenere e proteggere il pallone, ma anche a proporre numerose soluzioni di gioco ai suoi compagni di reparto; proprio lui al 13’pt, calcia di poco a lato la porta difesa da Chimenti, una punizione fischiata qualche metro prima dell’area di rigore dei padroni di casa.
La reazione del Cagliari non tarda ad arrivare, appena un minuto più tardi infatti giunge la prima vera occasione gol della gara: Pepe è bravissimo nel dialogare con Suazo il quale si presenta solo davanti a Pantanelli, ma il suo tocco di piatto finisce alto sopra la traversa. Le due squadre si eguagliano sul terreno di gioco, non ci sono molti brividi per i rispettivi portieri, ma la gara viene giocata con molta attenzione su ogni pallone dai calciatori di entrambe le formazioni. E’ infatti debole la conclusione di Spinesi che al 21’pt si spegne sul fondo e abbondantemente fuori il destro di Pepe che si infrange sui cartelloni pubblicitari oltre la linea estrema del terreno di gioco. Vicini alla mezz’ora arriva la prima ammonizione: Falsini finisce sul taccuino del Sig Rocchi per un fallo commesso su Esposito in progressione verso l’area rossazzurra.
Il Catania guadagna metri di campo e si propone ancora con Falsini, il quale dalla corsia sinistra imbecca Spinesi al centro che per un niente non aggancia un pallone pronto per essere spinto in porta. La punta rossazzurra d’origine toscana si rende ancora protagonista al 34’ quando lanciato a rete si presenta solo davanti a Chimenti, ma perde l’attimo per superarlo e spedisce la sfera sul portiere bravo a scegliere il tempo del suo intervento in uscita.
L’ultimo brivido prima d’andare negli spogliatoi per la pausa lo fornisce Suazo, l’attaccante della formazione sarda controlla bene il pallone, supera Sottil e conclude in porta con un diagonale a pelo d’erba che lambisce il palo di un niente e finisce sul fondo.
Nella ripresa il Catania cala, ma arriva il gol partita.
Complice il grande caldo, i giocatori appannano la loro prestazione in campo, quelli etnei pare lo soffrano più dei loro avversari, concedono qualcosa di più in difesa ma stringono i denti fino alla fine. Due cartellini gialli fioccano per Conti e Sottil, il primo per non aver riconsegnato il pallone e il secondo per una trattenuta del difensore rossazzurro alla maglia di Suazo. I padroni di casa si muovono con più scioltezza e maggiore decisione nell’impostare le loro trame di gioco. Pepe al 9’st semina il panico fra le maglie della difesa ospite e consegna ad Esposito un pallone facile facile che, però, viene sparato alto dallo stesso giocatore del Cagliari.
Re Corona sale sul trono e segna una splendida rete
Il Catania tiene bene il campo e quando sui cronometri scocca l’11'st trova la rete che deciderà la partita: la firma è quella prestigiosa di Giorgio Corona che, alla sua prima apparizione in serie A, sfrutta un tocco di testa di Spinesi e al volo dal limite dell’area colpisce violentemente con il collo del piede destro il pallone che gonfia la rete alle spalle di un incolpevole Chimenti. E’ una rete bellissima e decisiva per l’ottimo esordio vincente degli etnei.
Il Cagliari non ci sta
La reazione della formazione sarda riparte da Conti che al 20’ scaglia con tutta la sua forza una punizione che impegna Pantanelli ad un difficile colpo di reni con il quale devia il pallone in calcio d’angolo. I padroni di casa vogliono sfruttare il loro momento migliore e martellano la difesa del Catania: un velocissimo Suazo passa a Capone un pallone che lo proietta solo davanti a Pantanelli in uscita, ma il capitano rossazzurro gli ruba il tempo e salva la sua porta. Marino pesca la carta Colucci dal suo mazzo e la manda in campo al posto di Spinesi, nel suo Catania Corona si sposta al centro supportato da Mascara e il neo entrato Colucci. Il tempo passa ma al Sant’Elia si gioca sempre lo stesso calcio: tanta voglia per il Cagliari e una mole di gioco quadrato e laborioso per gli etnei. Gli ultimi colpi della gara li regalano Pepe, con un colpo di testa a botta sicura fermato solo dal palo ed Esposito, che al 45’st imbeccato da D’agostino si deve ancora una volta misurare con Pantanelli autore di un autentico miracolo nel chiudere lo specchio e mettere il suo corpo fra l’attaccante e la palla del possibile pareggio.
Nei cinque minuti di recupero concessi dal sig. Rocchi arriva la seconda ammonizione per Conti con relativa espulsione ma poi è solo un countdown fino ai tre fischi che suggellano il primo successo del Catania in serie A.
Pulvirenti: c’è ancora da lavorare.
Meglio di così, non poteva andare, il Catania sale sul palcoscenico della serie A con una bella vittoria che oltre alla valenza degli importantissimi 3 punti, vale oro anche sotto l’aspetto puramente psicologico. "Bella vittoria e ottimo esordio, faccio sicuramente i complimenti alla squadra, ma c’è ancora parecchio da lavorare" con queste parole il Presidente Pulvirenti commenta la gara del suo Catania che, sulla stessa linea di pensiero, precedono quelle del tecnico Pasquale Marino "la condizione dei calciatori non è al massimo, anche se oggi il grande caldo ha sicuramente influito sulla loro prestazione, c’è ancora da lavorare" in merito al modulo adottato dagli etnei il mister risponde "Nella precedente stagione abbiamo sudato tanto per giocare in una certa maniera e continueremo sulla stessa linea, ma è chiaro che in serie A è necessario stare più attenti" Insomma, tanta soddisfazione per il primo successo esterno ma anche la consapevolezza che la strada per la salvezza è ancora lunga.
di Alberto De Luca
albertodeluca@calciocatania.it

1,2,3, Mascara
Dieci anni dalla scomparsa di Angelo Massimino, giornata rossazzurra, Catania - Mantova e stadio colmo fino a scoppiare. Come in uno strano destino si incrociano tante emozioni: storie, ricordi e impegni di campionato importanti. I catanesi si tuffano a più non posso in un mare di motivi per sventolare l'orgoglio d'essere rossazzurri. Tutti insieme, per ancora 90 minuti di passione.
Quando le formazioni entrano in campo un brivido attraversa la schiena di ognuno dei presenti, la coreografia è mozza fiato e non può che essere una scarica di adrenalina per gli undici che avranno il compito e il dovere di correre sul campo e onorare per l'ennesima volta la gloriosa e storica maglia di questo Catania.
Marino in settimana ha isolato del tutto i suoi uomini, lavorando sulla concentrazione e sul prossimo impegno da affrontare: il Mantova. Sul terreno di gioco il nostro tecnico propone il solito 4-3-3 con l'inserimento di Orazio Russo al posto di De Zerbi e Marchese per lo squalificato Sabato. Gli ospiti si schierano con un 4-4-2 caratterizzato da una difesa rocciosa e difficilmente propensa ad oltrepassare la linea di centrocampo.
Catania subito attivo al 4'pt con un taglio di Spinesi per Mascara in area, ma con un tocco leggermente sopra la traversa del nostro numero 9 rossazzurro. I nostri, come sacra caratteristica del proprio DNA vuole, sono sempre padroni del possesso palla ma gli ospiti, ben saldi nella loro metà campo, sono bravi a chiudere tutti gli spazi. La gara assume toni classici e da così detta "fase di studio" fra due formazioni: ma con gli atleti etnei sempre un pizzico più pungenti.
I minuti corrono, la partita sale d'intensità e il Catania preme sempre di più fino a colpire; Marchese serve un gran cross, Spinesi ispira di testa per Mascara che di prima intenzione gira al volo verso la porta mantovana, il pallone rimpalla sui piedi del nostro "topolino" il quale controlla con eleganza e di piatto rasoterra batte Bellodi. Minuto 29 del primo tempo, rossazzurri in vantaggio per 1 a 0. La prima frazione di gioco scorre via veloce ma c'è ancora tempo per un’altra emozione: Mascara (sempre lui) doma il pallone, supera un paio di avversari e scaglia a mezz'aria un gran tiro che (deviato da Sacchetti) si infila diretto fra palo e portiere. Grandissimo gol di Peppe e raddoppio per il Catania. Finiscono i primi 45 minuti: 2 a 0 per noi.
Il secondo tempo si apre con un Mantova subito aggressivo: Sestu becca la traversa con una conclusione da dentro l'area rossazzurra e quando il pallone torna in campo Gasparetto di testa impegna Pantanelli con una gran parata in volo plastico. C'è ancora da lottare.
La formazione etnea riordina subito le idee e ricomincia a giocare sullo stesso copione della prima frazione di gioco, comprimendo il Mantova nella propria metà campo tarpandogli con un pressing asfissiante le ali di possibili ripartenze.
Il nostro “topolino” però non è ancora sazio e quando Biso gli pennella un assist al bacio, lui compie un'altra delle sue prodezze toccando di testa il pallone imprimendogli il giusto effetto per scavalcare Bellodi ed adagiare con cura la sfera in fondo al sacco per la rete del 3 a 0.
Il ritmo lo detta il Catania, rallentandolo ed aumentandolo a suo piacimento, controllando la gara a centrocampo e gestendo con grande sicurezza il pallone. Al 41'st Mascara esce dal campo lasciando il posto a Del Core. Per Peppe è standing ovation: tutto lo stadio si alza in piedi e accompagna con gli applausi la sua sostituzione.
Si conclude con i 3 fischi del Sig. Morganti, poco dopo 3 minuti di recupero e i 3 gol del Catania che valgono 3 punti per la classifica. Possiamo dirlo forte, TRE è davvero un numero perfetto.
Il risultato dell'andata è ampiamente riscattato. Bravi ragazzi. Complimenti e applausi alla capolista. Un inchino a questo signor pubblico.
di Alberto De Luca
albertodeluca@calciocatania.it